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lunedì 20 dicembre 2010

CONTRIBUTO DAL COMITATO DI LOTTA "BARLETTA PROVINCIA"

Cortese Associazione Giovani Architetti della Provincia di Barletta Andria Trani – AGABAT,
desidero che mi pubblicaste nel vostro forum queste mie proposte sul nuovo PUG di Barletta a nome del Comitato di Lotta Barletta Provincia che vuol essere un modesto, ma spero anche prezioso, contibuto all'impegno da Voi profuso per questo ambizioso progetto

Distinti saluti

Prof. Vincenzo Piccialli

Complimentandomi per la Vostra lodevole iniziativa di far partecipare tutti i cittadini, oltre che gli addetti ai lavori, per contribuire fattivamente all'elaborazione del PUG di Barletta, condividendo in toto la piattaforma programmatica illustrata dalla vostra Associazione (Associazione Giovani Architetti della Provincia di Barletta Andria Trani – AGABAT) esprimo a riguardo il mio parere: Barletta urbanisticamente per me appare disordinata e caotica, violentata com'è dai passati Piani Regolatori Generali, e andrebbe in parte rifondata: per esempio troppe sono le palazzine di oltre 50 anni fa che risultano essere fatiscenti che occupano interi quartieri della Città che appaiono urbanisticamente decadenti (zone di via Milano, via Roma, vecchio ospedale, via Canosa, via Barberini e via Madonna della Croce...); il centro storico (fin dove è storico veramente?) non risulta poi ancora armoniosamente integrato con la parte moderna della città con rifacimenti improvvisati e ristrutturazioni di cattivo gusto (a tal proposito il Comune dovrebbe intervenire con contributi fattivi e riqualificanti nelle ristrutturazioni private degli edifici d'epoca, ma anche di quelli più recenti, anche nella scelta degli infissi e nelle tinte delle facciate che devono risultare omogenee), le periferie degradate, la penuria di verde pubblico, l'assenza di parcheggi e la 167 poi non ben strutturata ed organizzata …

Io avrei affidato il progetto del nuovo PUG di Barletta a un grande architetto di fama mondiale (Renzo Piano?) così come fece Papa Pio II che decise nel 1400 di rifondare Pienza in Toscana, sua città natale, affidandone il progetto al grande architetto dell'epoca, Bernardo Rossellino, con i risultati che conosciamo. Non chiamatemi visionario, ma diceva l'indimenticato e compianto mio fraterno amico, avv. Antonio Dilecce, già Presidente del Comitato di lotta Barletta Provincia, che quando ci sono in cantiere progetti ambiziosi e di così grande portata per la Città, come lo è il PUG, bisogna chiamare il meglio dei professionisti che c'è in giro, a costo di tagliare per il Comune tante spese inutili come quelle di retribuire profumatamente assessori mediocri o buoni a nulla!

Ho appreso di recente, invece, che l’Amministrazione comunale di Barletta ha affidato l’incarico dell’elaborazione del PUG al Prof. Cervini e all’ing.Fuzio, di cui non sono a conoscenza della loro fama. Prendendo atto, comunque, della scelta, credo ponderata, compiuta dall’Amministrazione del Sindaco Maffei, consiglio vivamente i progettisti e il loro staff che il PUG di Barletta intervenga a favorire lo sviluppo :

1)delle sue litoranee (levante e ponente), autentiche miniere, foriere di innumerevoli posti di lavoro a disposizione della Città, e non solo, dopo aver programmato la oramai improrogabile ed indispensabile realizzazione di idonei e moderni depuratori delle acque da situare in prossimità della foce del fiume Ofanto e dello sbocco a mare del canale Ciappetta -Camaggio (altrimenti è inutile parlare di valorizzazione turistico - ambientale della costa perché nessuno investirebbe un solo euro per alcun progetto di sviluppo su di essa);

2) del Consorzio ASI (Area Sviluppo Industriale) che spetta di diritto alla nostra Provincia, da allocare in via Andria nei pressi del polo logistico (altro che utopistica cittadella degli uffici provinciali che invece andrebbero allocati all’interno delle casermette di Barletta o all’interno del prestigioso e notevole patrimonio immobiliare di cui la Città della Disfida dispone);

3)dell'area della ex distilleria da destinare utilmente a polo universitario e culturale della "nostra" Provincia;

4)dell'area del fossato del Castello di Barletta in cui si può realizzare un'arena o un anfiteatro, come quello di Berlino (a forma di conchiglia), per lo svolgimento di spettacoli, concerti e festivals internazionali di musica e balletto da tenersi all'aperto con lo sfondo suggestivo dell'imponente maniero e del mare (dopo aver allargato e completato il fossato verso sud, arretrando la strada che costeggia il castello, verso il mare);

5) del porto di Barletta (5° porto dell'Adriatico per movimento merci) e del suo porto turistico dopo aver realizzato la diga foranea di ponente ed il dragaggio dei suoi fondali con la costruzione di una banchina passeggeri per l’attracco di navi traghetto e da crociera;

Inoltre il PUG di Barletta deve favorire:

6)la realizzazione di una metropolitana leggera di superficie su rotaia a trazione elettrica (come quella di Padova e Messina), per una efficace mobilità ecosostenibile, ripristinando la vecchia linea ferroviaria Stazione FS- Porto di Barletta e poi, percorrendo la litoranea di ponente, sino al cimitero e al nuovo ospedale di Barletta, e di lì, attraverso la linea ferroviaria esistente Barletta - Spinazzola, verso la stazione FS di Barletta centrale e la Stazione Barletta Scalo della linea del Nord Barese, per poi collegarsi a Trani ed Andria, le altre due principali Città della Provincia;

7)la costruzione di una cittadella dello sport e di un nuovo moderno stadio per Barletta.

E poi: 8) se l'intenzione del’Amministrazione di Barletta è quella di spostare in futuro, opportunamente, la Timac e la Cementeria di Barletta in una nuova zona industriale di Barletta, lontana dal centro abitato, parchè non realizzare, nelle aree attualmente occupate dalle due industrie barlettane, così come in quelle occupate dalla ex cartiera di Barletta e da alcuni capannoni industriali dismessi di via Trani, un parco divertimenti tematico, sul tipo di Gardaland, o acquatico, come il delfinario di Riccione, e un’area fieristica per mostre-mercato permanenti di prodotti eno-gastronomici e del comparto tessile- abbigliamento -calzaturiero?

Tutto questo non perdendo mai di vista il fondamentale concetto che al nuovo PUG di Barletta si conferisca un’ illuministica e lungimirante visione "artistica" e non solo tecnicistica degli interventi, che cioè già in fase progettuale e poi realizzativa di questo Piano Urbanistico Generale, ci sia una riscoperta finalmente del bello nell’urbanizzare la Città e una valorizzazione del gusto estetico nell’arredo e nel decoro urbano, aspetti di cui Barletta attualmente è carente, favorendo, insomma, la realizzazione di una sorta di “città ideale” o di “luogo dell’anima” di stampo rinascimentale (Pienza, Urbino …), ma con le intuizioni urbanistiche moderne ed avveniristiche delle odierne grandi città europee (Barcellona, Valencia, Berlino, Genova …).

Nutrendo il sottoscritto qualche perplessità sui progettisti scelti da questa Amministrazione comunale per il PUG di Barletta dovute al fatto che questi sono di origine barese, visto che finora il Capoluogo di Regione ha sempre “maltrattato” e mortificato le aspettative e le potenzialità della Città della Disfida, spero vivamente che questi, invece, così come state facendo Voi, si "innamorino" e si appassionino davvero della loro creatura che segnerà certamente l'aspetto e lo sviluppo della Città nei prossimi decenni ed oltre.

Trani, 20/12/2010 Prof. Vincenzo PICCIALLI

Segretario Amministrativo Comitato di lotta Barletta Provincia

1 commento:

  1. Mi permetto di correggerLa, Professore, riguardo la questione di Pienza:
    Il Papa commissionò Leon Battista Alberti che, per i suoi numerosi impegni, mandò un suo brillante allievo, appunto Bernardo Rossellino, il quale risolse elegantemente il problema di donare una veste urbana ad un borgo medievale con una "progettazione urbana di media scala".
    Il caso di Barletta che investe l'intero territorio, non è paragonabile per natura, dimensioni e obiettivi al caso di Pienza.
    Tuttavia si potrebbe citare come contraltare Brasilia, affidata ad Oscar Niemeyer, che, nonostante la firma altisonante è un puro fallimento...
    Renzo Piano è un grande architetto dei nostri tempi che ha al suo attivo il Piano Regolatore di Otranto del 1978, buon risultato, ma per il resto lui pensa ad aeroporti, musei, centri direzionali, ma non a piani regolatori.
    sono a Sua disposizione per approfondire l'argomento, qualora lo ritenga proficuo.
    Francesco Giordano

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